"Viator siste gradum - ab aqua decorata miraculis - salutem habebis" Sarai guarito, viandante, se ti fermerai e berrai da quest'acqua miracolosa.
Queste le parole riportate da una lapide, trovata in una cappella votiva nei pressi delle Fonti dell'acqua di Riccione Terme.
Sin dai tempi degli antichi romani e ancor prima, le terme costituivano il simbolo della salute più conosciuto ed apprezzato. Pare che le acque termali di Riccione fossero note già dal 62 a.C., quando i soldati romani portavano i loro cavalli a camminare nel fango per curare
i dolori alle zampe. Alcune fonti narrano che anche l'Imperatore Diocleziano (247- 316 d.C.) ne provò le virtù.
La storia delle fonti termali si intreccia strettamente con la storia di Riccione, infatti alcuni testi ricordano che anche i corsari che infestavano le coste fino al 1600 ne trassero beneficio non ultima la Regina Cristina di Svezia, in visita nel 1657 ai Signori di Riccione al Castello
degli Agolanti.
Le prime analisi delle acque furono eseguite solo nel 1890 dal Conte Felice Pullè, primo Direttore Sanitario dell'ospedale Ceccarini di Riccione, che ne dimostrò la ricchezza di sali minerali e l'efficacia nella cura delle insufficienze epatiche. Tuttavia lo stabilimento
termale vero e proprio sorse anni dopo con la sola bibita dell'acqua.
Il vero sviluppo del centro termale iniziò negli anni '80 quando una visione più specialistica permise di sfruttare proprietà terapeutiche delle acque in maniera più approfondita.